Ricordi di un autista

Riporto l’auto alla sede Ail vedo Stefano e gli dico: …pensa che oggi ho trasportato una signora di 104 anni e mi risponde bene, perché non fai un articolo con i ricordi per il giornale!!!

Vado a casa e penso…cosa scrivo, ma poi riaffiorano i ricordi, di quella signora piccola che non riusciva a salire in auto e Aristide ha costruito uno sgabellino per salire agevolmente oppure al contrario quel signore molto alto che per sedersi doveva inclinare il sedile e ti indicava la strada e tutte le scorciatoie meglio di Google Maps oppure quel ragazzo che dopo la cura non parlava per tutto il ritorno.

Mentre la signora originaria di Sacile, che allontanatasi per amore da molti anni, mi chiedeva di parlare di negozi e strade della sua Sacile.

Poi le valigie…. sì perché se ti ricoverano ti porti la valigia, ma ad un signore, probabilmente non piaceva l’acqua dell’ospedale e se la portava in valigia che cosi pesava tantissimo; oppure la signora che doveva fare solo una visita ma è salita in auto con la valigia perché aveva deciso(lei) di farsi ricoverare: per tutto il viaggio mi sono sgolato a ripeterle che sono i medici che decidono se hai bisogno di essere ricoverato…alla fine la valigia è rimasta in auto.

Ci sono sicuramente altri ricordi come il bimbo di un’educazione e cortesia che non riesco a descrivere, o il signore che voleva offrirmi un caffe ma: “non posso entrare al bar, sono privo di difese immunitarie”. Per finire ricordo quel signore, solo che dopo la prima visita in ospedale (che non sapeva cosa doveva fare) mi ha “adottato”…mi chiamava per vedere se ero disponibile a trasportarlo e gli rispondevo …. chiama la Katia.

 

Un autista

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