Aperta la nuova Terapia Intensiva nel Nuovo Ospedale di Pordenone
Completato il trasferimento dei pazienti in sicurezza: 15 posti letto, box singoli, tecnologie
integrate e maggiore attenzione all’umanizzazione delle cure
Pordenone, 10 giugno 2026 – È stato completato il trasferimento della Terapia Intensiva nel Nuovo Ospedale di Pordenone, con l’attivazione dei nuovi spazi dedicati alla cura dei pazienti critici.
Il trasloco del reparto, avvenuto nella giornata di ieri, ha rappresentato un passaggio organizzativo particolarmente delicato, considerata la complessità clinica dei pazienti ricoverati e la necessità di garantire in ogni fase la massima sicurezza, la continuità assistenziale e la piena operatività del servizio.
Il trasferimento è stato pianificato nei dettagli nelle settimane precedenti, con il coinvolgimento del personale medico, infermieristico, tecnico, logistico e amministrativo, e si è svolto secondo un percorso strutturato, finalizzato a ridurre al minimo i disagi per i pazienti e per i loro familiari.
La nuova Terapia Intensiva dispone di 15 posti letto, con un incremento di 5 posti rispetto alla precedente dotazione, in coerenza con quanto previsto dal piano pandemico aziendale. A questi si aggiungono una stanza procedure polivalente e una stanza urgenze particolarmente spaziosa, dedicate all’esecuzione di procedure, anche invasive, necessarie alla stabilizzazione del paziente critico.
Uno degli elementi qualificanti della nuova struttura è rappresentato dalla presenza di box singoli per tutti i pazienti. Questa configurazione consente di garantire maggiore privacy, discrezione e dignità durante il ricovero, favorendo al tempo stesso una migliore accoglienza dei familiari nei momenti più delicati del percorso di cura. I box singoli assicurano inoltre non solo un isolamento funzionale, ma anche fisico dei pazienti, permettendo una gestione
assistenziale più efficace e personalizzata e contribuendo a minimizzare il rischio di infezioni correlate all’assistenza.
La nuova Terapia Intensiva è stata inoltre progettata con una particolare attenzione all’umanizzazione degli ambienti. In un reparto per definizione ad alta intensità tecnologica, dove il rischio è quello di percepire gli spazi come freddi e distanti, sono stati previsti ambienti dedicati all’accoglienza, alla sala d’attesa, ai colloqui con i familiari e al supporto relazionale, anche grazie alla presenza dei volontari ospedalieri.
Dal punto di vista clinico-organizzativo, la struttura dispone di un box singolo specificamente isolato per la gestione di patologie diffusive gravi. Pur essendo tutti i box fisicamente isolabili e potenzialmente gestibili a pressione negativa, questa stanza consente una risposta più mirata in caso di malattie infettive ad alta complessità, come Ebola, tubercolosi, infezioni da Hantavirus, ma anche nella gestione di pazienti particolarmente fragili, come i trapiantati di
midollo.
Il reparto nasce inoltre come ambiente nativamente predisposto per l’integrazione tecnologica. Il parco tecnologico è stato sostanzialmente rinnovato, con
apparecchiature di monitoraggio, ventilatori, pompe infusionali e letti ad alta tecnologia. La cartella clinica informatizzata, già oggetto di donazione da parte delle
aziende Cimolai e Fantuzzi, è oggi ulteriormente valorizzata dalla possibilità di ricevere dati e dialogare con i principali dispositivi utilizzati nella cura del paziente critico, tra cui monitor multiparametrici, ventilatori e pompe infusionali per la somministrazione di farmaci salvavita.
Particolare rilievo assumono anche i sistemi di mobilizzazione a soffitto, progettati per facilitare la gestione del paziente critico allettato. Si tratta di strumenti particolarmente importanti per favorire la mobilizzazione sicura, la prevenzione delle complicanze da immobilità e l’avvio precoce dei percorsi di riabilitazione, quando le condizioni cliniche lo consentono.
La nuova Terapia Intensiva è caratterizzata anche da una maggiore luminosità naturale e da ambienti più accoglienti, pensati per favorire il mantenimento dei ritmi sonno-veglia dei pazienti e per migliorare la qualità degli spazi di lavoro degli operatori. Anche questo aspetto rappresenta un elemento importante nella cura del paziente critico, sempre più orientata non solo alla sopravvivenza, ma anche alla qualità del recupero.
All’interno del reparto è stato inoltre previsto uno spazio dedicato all’attività di donazione di organi e tessuti, in collaborazione con il Centro Regionale e il Centro Nazionale Trapianti. Si tratta di un ambito di grande rilevanza clinica, etica e organizzativa, che richiede ambienti adeguati, percorsi strutturati e una particolare attenzione ai pazienti e alle famiglie.
L’apertura del reparto nel nuovo ospedale rappresenta quindi un momento importante non solo dal punto di vista logistico, ma anche clinico, tecnologico e professionale. La Terapia Intensiva è uno dei nodi centrali dell’ospedale moderno: garantisce supporto ai pazienti più gravi, sostiene l’attività chirurgica e interventistica, collabora con il Pronto Soccorso, con le sale operatorie e con le diverse strutture specialistiche.
«Il trasferimento di una Terapia Intensiva non è mai un semplice cambio di sede — dichiara il Direttore della Struttura Complessa di Anestesia e Rianimazione, Tommaso Pellis — ma un’operazione ad alta complessità, che richiede programmazione, coordinamento e grande attenzione alla sicurezza. Il risultato raggiunto è merito del lavoro di squadra di tutti i professionisti coinvolti, che hanno garantito continuità di cura ai pazienti anche in una fase organizzativamente molto impegnativa. La nuova Terapia Intensiva offre spazi più adeguati, tecnologie più integrate e condizioni migliori per assistere pazienti estremamente complessi,
mantenendo al centro non solo la cura, ma anche la dignità della persona e l’attenzione ai familiari».
Particolare attenzione è stata riservata anche alla comunicazione con i familiari dei pazienti ricoverati, al fine di informarli tempestivamente dell’avvenuto trasferimento e ridurre attese o disagi legati alla fase di riorganizzazione.
Con l’attivazione della nuova Terapia Intensiva si consolida un ulteriore tassello del percorso di avvio del nuovo ospedale, con l’obiettivo di offrire ai cittadini un’assistenza sempre più sicura, integrata, tecnologicamente avanzata e adeguata alla crescente complessità dei bisogni di cura.
Ringraziamenti
Un ringraziamento particolare va innanzitutto al personale della Terapia Intensiva: agli infermieri, agli operatori sociosanitari e ai medici che, a partire dalla coordinatrice infermieristica, hanno sostenuto in prima linea la preparazione, il trasferimento e la riattivazione del reparto, garantendo continuità assistenziale ai pazienti ricoverati anche in una fase di particolare complessità organizzativa.
Il risultato raggiunto è stato possibile grazie al contributo coordinato di numerose strutture e servizi aziendali. La stessa numerosità dei settori coinvolti restituisce la reale complessità del trasferimento di una Terapia Intensiva, che richiede competenze cliniche, tecniche, logistiche, informatiche, amministrative e di sicurezza.
Si ringraziano in particolare la Direzione Medica Ospedaliera, la Gestione Giuridico Amministrativa del Patrimonio Immobiliare, l’Ingegneria Clinica, l’Innovazione Tecnologie, Processi e ICT, la struttura Approvvigionamenti e Gestione Contratti Beni e Servizi, il Sistema Informativo e Informatico, il Servizio di Prevenzione e Protezione, la Manutenzione del Patrimonio Edilizio e delle Strutture Ospedaliere, il Servizio Infermieristico Ospedaliero e l’Associazione Volontari Ospedalieri.
A tutti va il riconoscimento per il lavoro svolto, spesso poco visibile all’esterno ma essenziale per consentire l’apertura del nuovo reparto in condizioni di sicurezza, funzionalità e piena operatività.




