Relazione Dott. Tonutti ASFO

Nel territorio dell’Azienda sanitaria Friuli occidentale (ASFO) l’Ematologia può contare su due punti di erogazione dei servizi, il presidio ospedaliero di Pordenone e l’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico “Centro di riferimento oncologico” (CRO) di Aviano.

L’appartenenza delle strutture a Enti diversi genera dinamiche non sempre positive per i pazienti, al punto che i percorsi di diagnosi e cura non sono sempre sovrapponibili, con il rischio di generare opportunità diverse a chi si presenta a un ente, rispetto all’altro.

La conduzione ad interim del CRO da parte di chi sta già gestendo l’ASFO nasce per superare tali differenze e creare in tutto il campo oncologico, compresa l’Ematologia, collaborazioni al posto di una sterile concorrenza e i migliori percorsi di diagnosi e cura possibili, unitari e chiari per operatori e pazienti.

Per raggiungere tali risultati, in campo oncoematologico è necessario agire su più fronti:

  1. Dare chiarezza di mandato a ogni struttura clinica e di diagnostica di laboratorio, nella consapevolezza che in questo settore clinica e ricerca devono andare di pari passo per permettere di individuare la terapia più adeguata per ogni paziente.
  2. Attuare una distribuzione della diagnostica di laboratorio per livelli di approfondimento, lasciando il primo alla patologia clinica del presidio ospedaliero di Pordenone e concentrando il secondo presso l’oncoematologia clinico sperimentale, rendendo disponibili le migliori competenze presenti per tutti i pazienti del territorio, ovunque essi si rivolgano.
  3. Concentrare presso la struttura di oncoematologia del CRO i ricoveri specialistici ordinari, mantenendo l’erogazione delle cure ambulatoriali e in day hospital anche presso il presidio ospedaliero di Pordenone.
  4. Creare connessioni salde e certe fra i vari attori coinvolti nell’erogazione dei servizi nel campo oncoematologico.
  5. Permettere che tutti i pazienti abbiano le stesse opportunità di accesso alle sperimentazioni cliniche.

La tensione rimane sempre quella di migliorare i servizi per i pazienti colpiti da una patologia oncoematologica. Essendo folle immaginare di ottenere giorno per giorno risultati migliori continuando a fare le stesse cose, la direzione aziendale è consapevole che per ottenere i risultati auspicati è necessario apportare dei cambiamenti all’organizzazione, in modo da semplificarla.

In questo periodo è pertanto in corso un cambiamento organizzativo all’interno del CRO e fra ASFO e CRO che dovrà portare ad affidare all’IRCCS tutta l’erogazione dell’attività clinica e di diagnostica avanzata, pur nel rispetto della distribuzione nel territorio delle sedi d’erogazione.

Massima dovrà essere anche la connessione fra il Pronto soccorso del presidio ospedaliero di Pordenone e il reparto di Oncoematologia del CRO per evitare che finiscano ricoverati nei reparti di Medicina interna pazienti che si dovrebbero giovare della struttura specialistica.

Altrettanto elevata dovrà essere la connessione fra l’Oncoematologia del CRO e i servizi distrettuali di ASFO per consentire facilità delle dimissioni e adeguata presa in carico da parte dei servizi presenti nel territorio.

In questo scenario il ruolo di AIL è importantissimo. Dato che ogni cambiamento genera resistenze, ci sarà bisogno di diffondere informazioni positive, anche perché quanto descritto è fatto nell’intento di apportare un miglioramento nei percorsi di diagnosi e cura dei pazienti, rendendo disponibili per tutti le migliori competenze presenti, mettendo le basi per un solido futuro.

Dott. Giuseppe Tonutti

Direttore Generale Asfo

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