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PORDENONE: DAL 10/1 FESTIVAL UILT SOSTIENE PROGETTI SOLIDALI A OGNI SPETTACOLO

GENNAIO SUL PALCO A PORDENONE

CON IL FESTIVAL TEATRALE REGIONALE UILT

A BORGOMEDUNA SPETTACOLI SOLIDALI DAL 10 AL 25 GENNAIO

ABBINATI A REALTÀ BENEFICHE DEL TERRITORIO

Andare a teatro per far del bene: l’auditorium San Giuseppe di Borgomeduna a Pordenone (via Tiepolo 3) ospiterà per tutto il mese di gennaio il Festival Teatrale Regionale della Uilt (Unione Italiana Libero Teatro) e ognuno degli spettacoli sarà abbinato a una associazione benefica alla quale saranno devolute le donazioni ricevute. Un positivo esempio di teatro solidale che vede il patrocinio del Comune di Pordenone e la collaborazione delle tre associazioni benefiche coinvolte.

L’Associazione Erika Forever che aiuta ragazze e ragazzi e le loro famiglie con disturbi alimentari e i giovani in difficoltà.

La Casa del Volontariato di Sacile che si occupa di creare momenti di aggregazione e socializzazione e di organizzare corsi di formazione per il volontariato: le offerte andranno a sostegno dell’attività istituzionale.

AIL – Associazione Italiana contro leucemie e linfomi di Pordenone che utilizzerà le offerte raccolte per la gestione di Cjasa Nuta Mangina Lama a Marsure. Gli alloggi ospiteranno gratuitamente i pazienti e i loro famigliari durante il percorso di cura al CRO di Aviano.

Si parte venerdì 10 gennaio alle 20.45 con “Paradiso 3×2” della compagnia EtaBeta Teatro, commedia in italiano abbinata all’AIL Pordenone, per proseguire poi sabato 11 gennaio alle 20.45 con la commedia in friulano “Prime che a rivin cuatri” della Compagnia Felici ma Furlans abbinata a Erika Forever. Poi venerdì 17 gennaio alle 17.45 ecco la commedia in friulano “Mior stà cul ma ca si à” della compagnia Drin e Delaide insieme ad Ail Pordenone mentre il gran finale sarà sabato 25 gennaio alle 20.45 con l’opera in dialetto maranese “Le astuzie di Scappino” della Compagnia Assemblea Teatrale Maranese abbinata alla Casa del Volontariato di Sacile.

“L’ingresso agli spettacoli sarà libero – spiegano il presidente della Uilt FVG Riccardo Fortuna e il delegato provinciale Andrea Chiappori – ma confidiamo nel buon cuore del pubblico per ricedeve donazioni a favore dei progetti meritori dei tre sodalizi: siamo lieti che l’arte possa dare una mano concreta. Inoltre per il pubblico sarà l’occasione per ammirare quattro opere che sono in lizza per rappresentare il Friuli Venezia Giulia al Festival nazionale Uilt che si terrà la prossima estate in Sicilia”.

SCHEDE SPETTACOLI

Venerdì 10 gennaio alle 20.45 “Paradiso 3×2” della compagnia EtaBeta Teatro, commedia in italiano abbinata all’Ail Pordenone. Scritto e diretto da Fabio Comana, con Andrea Chiappori, Daniele Chiarotto, Raffaella Daneluzzo, Lucia Roman. Produzione EtaBetaTeatro e Gazza Ladra

Lo spettacolo, nato da una lunga amicizia tra Etabeta Teatro, Gazza Ladra e Fabio Comana di Erbamil, compagnia lombarda che ha tracciato per anni una linea innovativa nel teatro ragazzi e adulti, si riferisce ad una prima versione che nel 1991 fu finalista al premio Scenario con il titolo Vuoti a Rendere che portò il lavoro nei teatri di tutta Italia. La nuova edizione e la stessa, ma rinfrescata regìa, stanno offrendo lunga vita al divertente e originale spettacolo.

Paradiso 3×2 è uno spettacolo comico, ironico, a tratti poetico, giocato abilmente sul ritmo dai quattro attori trasformisti che danno vita a ben ventiquattro personaggi diversi, basato su un paradosso comico che accosta il supermercato ad una sorta di limbo, luogo senza spazio e senza tempo dove si va a ricaricarsi dell’energia vitale consumata dalla fatica del vivere quotidiano. Così l’uomo consumista entra ed esce dal “paradiso” dei prodotti facendo ogni volta il pieno del carrello. per poi consumarlo durante la settimana ed essere costretto a ritornare. Tra scaffali, corridoi e paratie, create dall’incessante movimento di due quinte bianche, un campionario umano comico e malinconico vaga sperduto in un immenso ipermercato in cerca d’identità: si incontra, si scontra, si ignora, si innamora, festeggia la maggiore età, immagina addirittura di sposarsi e divorziare, perdersi e perfino morire. E intanto riempie con soddisfazione il carrello.

Un’occasione di divertimento ed insieme di meditazione sul fenomeno del consumismo che caratterizza fortemente le società occidentali più evolute e che ha cambiato e sta cambiando non soltanto il nostro modo di fare la spesa, ma di intessere relazioni sociali, rapporti personali: l’ansia e il “piacere” del consumo diventano un’irrinunciabile stile di vita, basato sulla frenesia e l’impazienza, forse per paura della solitudine e del vuoto esistenziale, segni di una profonda crisi d’identità collettiva. Uno spettacolo innovativo dotato di un linguaggio teatrale originale che, come nella tipicità della compagnia, fa del “comico” un modo per trattare temi del quotidiano non sempre facili da affrontare.

Sabato 11 gennaio alle 20.45 commedia in friulano “Prime che a rivin cuatri” della Compagnia Felici ma Furlans abbinata a Erika Forever. Scritto da Sarah Chiarcos e Tommaso Pecile, con: Alessandro Brunello, Alessandro Comello, Fabiano Dassi, Valdi Tessaro, Tullia De Cecco. Regia: Tommaso Pecile

Come rendere, in teatro, qualcosa di così tipicamente cinematografico come una tragicommedia pulp? Ipotesi di soluzione: Inizieremo costruendo dei personaggi carichi, colorati ma realistici. Con i loro problemi esistenziali, le loro fisime, le loro eccezionalità, il loro egoismo ipertrofico. Ma comunque credibili. Li istruiremo poi a prendersi tremendamente sul serio. A vivere la loro vita con l’impeto e la tensione che normalmente è destinata ai protagonisti di un dramma. A soffrire veramente. A lottare per se stessi, per la propria pelle e non per compiacere il pubblico. Quando queste creature col corpo di comico e l’animo predisposto alla tragedia cominceranno a camminare con le proprie gambe, verranno abbandonate senza pietà alcuna tra le pagine di un testo comico, paradossale, che metta a dura prova i loro equilibri psichici. Solo allora ci fermeremo, curiosi, a vedere che cosa succede in scena. La parte più complessa del lavoro degli attori sarà quella di resistere alla facile tentazione di una deriva nella pochade, in modo da far sgorgare il comico dalla situazione e non dalla battuta, in modo che il pubblico si trovi a ridere di loro e non con loro. Prime che a rivin cuatri vuole essere azione, non parola. La parola, nel corso dello spettacolo perderà lentamente il valore di portatrice unica del significato. Spesso sarà il parlato a fare da controscena all’azione, a passare in secondo piano rispetto a quello che succede, a quello che si vede sul palco.

Venerdì 17 gennaio alle 17.45 commedia in friulano “Mior stà cul ma ca si à” della compagnia Drin e Delaide insieme ad Ail Pordenone. Regia di Claudio Mezzelani, con Aldo Paron, Lisa Pericoli, Nicola Valentinis, Loana Colmano, Andrea Braida, Teodoro Bertussi, Giovanna Gori, Luigina Pilutti, Luigino Collovatti, Elisa Zatti.

Le protagoniste indiscusse sono loro: porte che si aprono e si chiudono in continuazione. Porte che si sorprendono svelando un nuovo personaggio o scombinando il corso degli eventi. Porte che non restano chiuse e porte che non vogliono aprirsi. Porte sbattute in faccia e porte serrate alle spalle. Porte che con il loro frenetico movimento determinano il ritmo dell’azione. Due le scelte forti in questo messinscena: la lingua friulana, come adattamento di situazioni caratteristiche della nostra terra; l’ambientazione negli anni ’70 periodo di grandi cambiamenti nel costume e nella società e che in Friuli ha segnato un vero spartiacque tra Friuli della tradizione e Friuli moderno. I nostri protagonisti sono lì in mezzo, confusi tra la voglia di novità e la sicurezza della tradizione.

Sabato 25 gennaio alle 20.45 l’opera in dialetto maranese “Le astuzie di Scappino” (da Molière) della Compagnia Assemblea Teatrale Maranese abbinata alla Casa del Volontariato di Sacile. Drammaturgia e regia di Giuliano Bonanni, con Dorino Regeni, Andrea Codarin, Simone Pinatto, Andrea Regeni, Francesca Casetta, Elisa Regeni, Lucio Dal Forno, Andrea Regeni.

La compagnia non perde il tradizionale carattere dialettale e popolare: il testo “Les Fourberies de Scapin”, scritto da Molière nel 1671, ha infatti personaggi e struttura di un canovaccio di commedia dell’arte che, con la rivisitazione drammaturgica e la regia di Giuliano Bonanni, è allestito ispirandosi proprio a questa tradizione teatrale trovando nelle maschere di “commedia” e nel loro tipico modello espressivo la chiave di lettura scenica del testo. E’ così che Argante e Geronte, i vecchi della situazione, assumono le fattezze del ben noto avaro Pantalone; i servi Scappino e Silvestro diventano una trasposizione rispettivamente dell’astuto Arlecchino e dello sciocco Zanni, pronti a creare e risolvere problemi agli innamorati Ottavio e Leandro e alle innamorate Giacinta e Florinda. La trama in apparenza complessa, si sviluppa intorno al tema del matrimonio: Ottavio è promesso sposo alla figlia del signor Geronte, ma è innamorato di un’altra ragazza, Giacinta, e così approfittando dell’assenza del padre Argante, si sposa segretamente con lei. Il ritorno imprevisto di Argante complica le cose: come dire al vecchio padre che Ottavio è già sposato? A questo problema se ne aggiunge un altro : Leandro, figlio del signor Geronte, rischia di perdere per sempre la sua amata Florinda perché… Solo l’astuto Scappino, divertendosi e facendoci divertire, sarà in grado di sciogliere tutti i nodi della matassa, accontentando i desideri di vecchi e giovani.

 

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